LAFOTO

La mia foto con Cassius Clay-Mohammed Alì ha incuriosito i lettori. La cosa andò così: ho un cugino americano, figlio del fratello di mio padre e si chiama come me. Nel 1960 faceva parte della squadra olimpica americana a Roma, lotta greco-romana. Andai a conoscerlo al villaggio olimpico. Era molto amico di un giovane pugile che, a sentir lui, avrebbe fatto carriera e ci scattò una foto insieme.

BURO

Tutti addosso alla burocrazia, poverina. Ma quanti disoccupati hanno un pasto sicuro grazie ad essa? E poi, sono i burocrati ad avere inventato le certificazioni antimafia, antifasciste, antiomofobe, ecologiche e quote rosa? E il clima giustizialista per cui se sbagli un timbro arriva il magistrato? Da qui perditempo e scaricabarile. Le regioni pletoriche di impiegati pubblici sono tutte al Sud. Vero, ma che dovevano fare, emigrare di nuovo?

RAZZIA

«Noi conosciamo due biografie del Profeta scritte attorno al 750, dunque circa centoventi anni dopo la sua morte; la seconda si intitola “Libro delle razzie” – la parola “razzia”, entrata in tutte le lingue latine, viene dall’arabo» (p. Samir Khalil Samir, Pisa, 23 Giugno 2017). Ah, quasi dimenticavo: «Chi vuole può sostenere gli Antidoti cliccando sul bottone PayPal a destra nel sito o utilizzando questo link: www.paypal.me/rinocammilleri»

SDA

Stamattina suona il campanello. Vedo dalla finestra che è una consegna-pacco SdaPosteItaliane. Mi precipito al citofono ma è troppo tardi: se ne è andato lasciando il classico biglietto adesivo. Da capire, poverino: aveva altre consegne da recapitare, non poteva mica aspettare che io rispondessi al citofono. Sul biglietto ha scritto «destinatario assente». Memorizzo: dal suono del campanello alla risposta al citofono devono passare non più di cinque secondi. Se no sei «assente».

VORREI LA PELLE NERA

Ricordate Nino Ferrer? Ottimo autore (sua è Un anno d’amore, notevole e raffinato blues cantato da Mina), è tuttavia rammentato per Il suo nome è Donna Rosa e il rithm’n’blues Vorrei la pelle nera, che ormai casca a fagiuolo da quando è stato lanciato il Black lives matter, ennesima americanata che sarebbe incomprensibile da noi se non fosse per la globalizzazione delle mode e degli slogan (sempre americani). Negli States ci sono cinesi e portoricani, messicani e coreani, ci sono pure gli indiani, ma solo i neri vengono esaltati. Sì, c’è stato lo schiavismo nel Sud, ma è finito nel 1864. Poi, tutta una serie di affirmative action hanno riservato quote nere quasi dappertutto (un vecchio film, Soul man, narrava di un giovane bianco che si dipingeva di nero per accedere ai posti riservati all’università), fino ai film di fantascienza con vikinghi di pelle nera. Il complesso di colpa però rimane tale che un presidente americano è stato eletto solo perché nero. Per rispetto (boh) li chiamano (e bisogna chiamarli, sennò è razzismo) afroamericani. I loro cugini d’Africa vengono letteralmente mantenuti dall’Occidente da sessant’anni, e chieder loro conto che cosa ne hanno fatto e ne fanno di questa valanga di denaro è tabù. Capito perché Vorrei la pelle nera? “Chi vuole può sostenere gli Antidoti cliccando sul bottone PayPal a destra nel sito o utilizzando questo link: www.paypal.me/rinocammilleri»