LOISY
Dal “Diario” (1915) di Alfred Loisy, uno dei padri del modernismo cattolico, condannato da s. Pio X nel 1907: “Io credo in un’umanità una, madre e creatrice di tutti i beni materiali e spirituali, e al dovere e al diritto suo unico figlio; deum de deo, lumen de lumine; e alla dedizione d’amore, qui ex matre filioque procedit, e attraverso la quale l’umanità forma una comunità, unam sanctam catholicam et apostolicam ecclesiam. E noi attendiamo la resurrectionem mortuorum, la realizzazione del suo ideale, et vitam saeculi, e lavoriamo all’avvento di secoli che siano più felici dei nostri”.
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FILOSOFIA
Jean-François Revel, “La conoscenza inutile”, Longanesi 1989, pag. 350: “La storia della filosofia si divide in due periodi: nel primo si cercava le verità; nel secondo si è lottato contro di essa. Questo secondo periodo, che ha in Cartesio il geniale precursore e in Heidegger una manifestazione deteriore, comincia la sua fase di piena attività con Hegel”.
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INTELLETTUALI
Friedrich Hussong (“Kurfüsterdamm”), parlando degli intellettuali: “Pretendevano di impersonare il Geist nazionale, la cultura, il presente e il futuro del Paese. Erano i suoi rappresentanti nel mondo, parlavano nel suo nome (…); tutto il resto era sbagliato, inferiore, deplorevole, kitsch, odioso, filisteo (…). Erano sempre in prima fila. Nominavano i cavalieri dello spirito e dell’anima europea (…). Esisteva solo ciò che incontrava la loro approvazione (…). Essi ‘creavano’ se stessi e gli altri. Chiunque li serviva era sicuro di riuscire ad avere successo: recitava nei loro teatri, scriveva sui loro giornali, sia che si trattasse di formaggio o di relatività, di cipria, di nuove medicine o diritti umani, democrazia o bolscevismo, propaganda per l’aborto o contro il sistema legale, musica negra o danze scollacciate. In breve, non ci fu mai una dittatura più impudente di quella dell’intellighentsija democratica”. Chissà di chi parlava… Non certo di “Repubblica” e “L’Espresso”, non esistevano ancora.
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