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86 commenti

86 Commenti

  1. mario November 7th, 2008 3:19 am

    non sono un ‘veterano’ del sito ma quello che ho letto da qualche mese a questa parte mi suggerisce che sarà ancor più interessante e, soprsattutto, UTILE, vista la notevole ignoranza della stragrande maggioranza dei cattolici che ‘’sperano sempre che qualcuno faccia quello che loro non fanno per atavica indolenza”

  2. Spartaco November 7th, 2008 6:45 am

    Salve.
    Sto incontrando qualche difficoltà a reperire alcuni dei libri del’autore. Ad esempio il primo volume dei Mostri della Ragione risulta reperibile su IBS ma una volta ordinato, dopo alcune settimane di stand by, viene regolarmente depennato dall’ordine di acquisto. Suggerirei di inserire nel sito dei link a bookshop (on line o meno) ben forniti delle pubblicazioni dell’autore.
    Saluti.

  3. Maurizio Muscas November 10th, 2008 5:11 am

    Caro Cammilleri , in riferimento alla sua ultima graditissima newsletter , anche Paolo VI invero contribui’ in forma indiretta alla desacralizzazione dei defunti con l’ accettare la liceita’ della cremazione…
    Oremus, Maurizio Muscas

  4. giovanni beltrame November 15th, 2008 12:54 am

    w gli antitodi al nulla che avanza e che pretente di vincere (inutilmente perchè Cristo ha vinto la morte!) Ciao prof. Rino

  5. alessandra November 24th, 2008 1:27 am

    Messaggio per Rino Cammilleri (del quale non conosco la mail). Per quanto riguarda il peccato originale le segnalo una interesante rivelazione privata, ricevuta da un sacerdote, che può illuminarla in proposito. La rivelazione è privata, con quanto ne consegue, ma io l’ho trovata molto interessante. Legga senza pregiudizi il libro, scaricabile gratuitamente all’indirzzo http://www.genesibiblica.eu
    Mi farebbe piacere, poi, conoscere la sua opinione. Grazie.

  6. Rino.Cammilleri November 24th, 2008 10:48 am

    @alessandra:

  7. Rino.Cammilleri November 24th, 2008 10:50 am

    @alessandra: Grazie, lo conosco già. La tsi è suggestiva ma lascia aperte molte domande: perchè, per esempio, anche la natura è implicata nel peccato originale?

  8. Rino.Cammilleri November 24th, 2008 10:54 am

    @Spartaco: Caro Spartaco, il secondo volume ingloba il primo. Se ha il secondo può stare tranquillo.
    r.c.

  9. alessandra November 25th, 2008 4:06 am

    Dice il catechismo che “a causa dell’uomo, la creazione è soggetta alla schiavitù della corruzione”. Questo in effetti, insieme ad altro, non è spiegato dalla rivelazione ricevuta da Don Guido a proposito del peccato originale, e in ciò che non è rivelato non credo sia il caso di indagare. Ma se il messaggio è autentico (sottolineo il “se” perchè ho il terrore di sbagliare) dobbiamo prendere la parte spiegata, che costituisce un tassello importante, e sperare che il Signore, quando e se vorrà, ci illumini anche sul resto. Se non l’ha fatto, avrà certo le sue ragioni. Grazie per avermi risposto, la seguo con stima e interesse.
    Alessandra

  10. renata November 26th, 2008 3:08 pm

    Caro Rino Cammilleri,ho letto oggi il suo articolo sul peccato originale e ho cercato di contattarLa al più presto.Poco tempo fa sono venuta a conoscenza delle sorprendenti rivelazioni su questo argomento,ottenute da don Guido Bortoluzzi,morto nel 1991.Dopo la lettura capirà in che cosa è consistito il Peccato Originale.Ecco gli indirizzi riguardanti la GENESI BIBLICA:

    http://freeweb.dnet.it/gen/

    http://freeweb.dnet.it/gen/genesi_3_it.pdf

    Buona lettura!

  11. Valentino De Carlo November 29th, 2008 5:03 am

    Mi sono imbattuto, sul sito del prof. Cardini, in un suo ricordo di Alexis Carrel, in particolare riguardo al suo libro su Lourdes e al più noto “L’uomo, questo sconosciuto”. Introvabili. Perché non prova a suggerirne la pubblicazione ai suoi amici della Ares? Mi sembra che il “politically correct” sia – per fortuna – l’ultima delle loro preoccupazioni.

  12. danilo romanò November 30th, 2008 2:42 am

    Vita di Padre Pio.

    Un buon libro, da conservare con “poche sottolineature e cancellazioni con la biro rossa”.

    Grazie

    Dott. Danilo Romano’

    Visit our web site:

    http://www.missioninelmondo.com

    http://www.operapadrepio.es

    Opera Padre Pio

    Thank You

  13. danilo romanò November 30th, 2008 2:50 am

    Egregio Prof.

    Ho molti amici “atei”.
    Provo loro a spiegare che la differenza sta nel fatto che
    Gesù o è risorto o non lo è.
    Se non è risorto allora è solo un profeta, come lo considerano gli Ebrei e i Musulmani (con i quali abbiamo in comune il Dio di Abramo): ha portato “un po’ di giustizia”.
    Se invece E’ Risorto, tutto cambia. E’ una vera Rivoluzione. Questa la differenza con gli Altri Uomini
    (che comunque rispettiamo): Loro “non hanno” un Dio fatto Uomo che E’ Risorto. E questo li “condanna” all’ eterna infelicità (anche intellettuale).
    Bene invece il pensiero di Ludwig Wittgenstein in merito:
    Credo in Dio, ma tra il mio Dio e il Tuo ci potrebbe essere un abisso. Questo non è un ‘nonsense’.

    Grazie, Buona Giornata.

    dott. Danilo Romanò

  14. Rino.Cammilleri December 2nd, 2008 9:17 am

    @danilo romanò: Si definiscono atei ma in verità spesso sono solo agnostici, il che è anche peggio.
    r.c.

  15. Rino.Cammilleri December 2nd, 2008 9:18 am

    @danilo romanò: sono curioso: quali?
    r.c.

  16. Rino.Cammilleri December 2nd, 2008 9:19 am

    @Valentino De Carlo: scriva lei stesso alla Ares, a nome mio.
    r.c.

  17. Rino.Cammilleri December 2nd, 2008 9:22 am

    @renata: Ho letto il libro ma mi lascia perplesso, devo dire.
    r.c.

  18. Rino.Cammilleri December 2nd, 2008 9:27 am

    @Maurizio Muscas: nell’Ottocento i massoni cremavano in polemica con la Chiesa. Oggi c’è un problema di spazio (talvolta anche di costi) e l’intenzione è quello che conta.
    r.c.

  19. danilo romanò December 3rd, 2008 7:02 am

    Ancora per lei Prof.
    Mi scuso se rubo il prezioso spazio di questo ottimo sito, ma il tema dell’ateismo è stato recentemente rilanciato dal Santo Padre in occasione della crisi delle borse valori e che ha dilapidato i risparmi di migliaia di persone (povera gente comune inclusa).
    Non a caso infatti ateismo e adorazione del dio denaro spesso coincidono in maniera significativa, anzi, “molto spesso” oseremmo dire.
    Basta guardarsi attorno, specie nelle cosiddette “alte sfere” del “potere” e dintorni.
    Tutto qui.

    Grazie ancora per lo spazio.
    danilo romano’

  20. Rino.Cammilleri December 9th, 2008 11:34 am

    @danilo romanò: Infatti non bisogna adorare il denaro, solo usarlo oculatamente, come ha fatto il Vaticano investendo in oro pochi giorni prima del grande crack.

  21. danilo romanò December 14th, 2008 11:52 am

    Cesano Maderno 14.12.08
    Una tragedia annunciata.
    Abito a pochi metri dal luogo della strage.
    Pochi giorni fa l’amministrazione comunale, “progressista”, laica, modernista, avanguardista, abortista, ambientalista ha rimosso una statua di Padre Pio che è posta a 5 metri di distanza dal punto di impatto dell’auto pirata sulla folla dei pellegrini diretti a Ginevra.
    “Tanto è solo una statua”, avranno pensato.
    Grazie.
    Padre Pio, la sua presenza spirituale, in quel luogo maledetto, è mancata stamattina alle 4.
    Non era solo “una statua”, secondo me, che conosco Padre Pio “da vicino”. Ma di più non posso dire, è vietato, è una cosa da nascondere, è il silenzio imposto dalla DEA RAGIONE, quella che sorregge il Principe di Questo Mondo.

    Cordialità, prof.
    Ritorno al mio “ecumenico silenzio” almeno per oggi, il giorno del lutto.

    Dott. Danilo Romano’ consigliere comunale uscente

  22. Alessandro Cappellotto December 16th, 2008 7:40 am

    Leggo oggi di un libro intitolato “Andrea Camilleri. Ritratto dello scrittore” scritto da un giovane intellettuale a nome Marco Trainito. Ho pensato che la cosa potesse interessarle – pseduo-omonimia a parte – per il semplice fatto che l’articolista, riferendo della tesi di Trainito, parla del rapporto fra mafia e cattolicesimo quale nucleo portante fatto emergere da Camilleri nei suoi libri. Sarà. A me risultava che il termine mafia avesse ascendenze musulmane e affondasse in quell’humus culturale le sue radici, ma probabilmente anche il mio è un pregiudizio. In ogni caso volevo spedirle l’articolo (ma qui non vedo una mail a cui farlo) e sentire il suo parere. Cordiali saluti.

  23. Rino.Cammilleri December 16th, 2008 8:13 am

    @danilo romanò: notizia sconcertante

  24. Rino.Cammilleri December 16th, 2008 8:27 am

    @Alessandro Cappellotto: c’è chi campa di gloria altrui…
    ho letto quasi tutti i libri di Camilleri ma sul rapporto mafia/cattolicesimo non emerge nulla di originale.

  25. Marco Diaferia December 27th, 2008 1:57 pm

    100 anni fa il terremoto di Messina.
    I primi aiuti stranieri provennero, guarda un po’, dall’odiato cattolicissimo imperatore Francesco Giuseppe. Aiuti sia in militari, sia in denaro.
    I politici liberlmassoni si aspettavano invece un attacco alle spalle e in seguito criptarono per sempre la notizia. Vittorio Emanuele III fu costretto a dare perfino un’onorificenza all’Imperatore.
    7 anni dopo, per ringraziamento, pur ancora alleato, gli dichiarerà guerra.

    P.S.: a proposito di Impero Asburgico, è curioso che in Piazza San Pietro ci sia un albero di Natale proveniente dalla bassa Austria che ha 120 anni. 1888, un regalo di Cecco Beppe!

  26. Rino.Cammilleri December 28th, 2008 9:11 am

    @Marco Diaferia: Ha letto “Requiem per un impero defunto” di François Fejto?

  27. danilo romanò December 30th, 2008 5:43 am

    Carissimo Prof.
    Concordo con Lei quando dice che la Messa odierna è un po’ snaturata. E’ un rituale, molto spesso. Dovrebbe essere un “Sacro Rito”, sempre.
    Non voglio per forza citare Padre Pio, la cui messa durava due ore, ed era “la trasposizione della Passione di Cristo in mezzo a noi”, calvario incluso (per il Santo Officiante). Epperò qualche spunto bisognerebbe prenderlo. Altrimenti la Messa, con i suoi canti e le sue omelie, diventerà, poco a poco, uno show.
    Non basta il ritorno al latino. La conversione deve essere innanzitutto spirituale. A che serve rincorrere quanti non vengono a messa? Perché offrire loro a tutti i costi un “mix di offerta”? Mica siamo al supermarket.

    Cordialità
    danilo romano’

  28. danilo romanò January 3rd, 2009 1:48 am

    p.s.
    Che ne pensa di coloro i quali dicono, con molta
    non chalance: “prego a modo mio”.
    Che significa? Che tipo di preghiera è?
    Vai avvedere che la Messa odierna, poco alla volta, verrà “tarata” sulla lunghezza d’onda di queste persone?

    cordialità prof.
    d.romano’

  29. M. Diaferia January 13th, 2009 3:17 pm

    NON E’ CHE LE NOSTRE PREGHIERE SIANO SBAGLIATE?

    Mi pongo da tempo una domanda: possibile che preghiamo “per la pace” in Terra Santa da decine di anni e non è cambiato nulla?
    Non è che la nostra preghiera sia sbagliata?
    In realtà, quando noi cattolici preghiamo per la pace a-bellica, non preghiamo quasi mai per la “pace evangelica”.
    In realtà sembra che preghiamo perché rimanga lo status quo (anche se è palesemente ingiusto) nel mondo, perché tutti se ne stiano buoni e non turbino le nostre delicate coscienze. Proprio noi cattolici che solo fino al 1870 non ci scandalizzavamo se lo Stato Pontificio usava le armi per difendersi dagli atti di terrorismo di garibaldini o piemontesi.
    Non ho mai sentito il Papa, un Vescovo, un Parroco, un prete, una suora, un frate, un laico pregare apertamente perché il popolo palestinese sia liberato dalla violenza e dall’ottusità dei propri governanti. Perché le menti e il cuore dei cristiani palestinesi siano illuminati sulla scelta delle loro guide e non si appiattiscano sul fanatismo dei loro concittadini di altra fede. Perché i “nostri fratelli maggiori” ebrei (a parole, sembra di capire dalle posizioni politiche vaticane) possano vivere in pace nelle loro terra senza ricevere missili sulle loro città. Perché in Terra Santa sia fatta finalmente giustizia, per cui chi semina anche tra i bambini l’odio, chi utilizza le famiglie come scudi umani, chi non vuole la pace, chi non riconosce altra fede che la propria, altro stato che il suo, sia alla fine sconfitto.
    Quell’Israele che ha trasformato una terra difficile in un giardino, nell’unico stato democratico, progredito, con valori occidentali della regione è anche figlio della millenaria convivenza fra cristiani ed ebrei. Il travaso fra le due culture è stato proficuo.
    Mi meraviglio che anche la Chiesa, che parla sempre di radici giudaico-cristiane, non sopporti quell’Israele tanto somigliante a noi.
    Se dovesse ricrearsi una frattura fra ebraismo e cristianesimo, ovvero fra le tante decantate colonne della nostra civiltà, sarebbe una sciagura. E una vittoria, l’ennesima, della mezzaluna.

  30. Rino.Cammilleri January 14th, 2009 8:09 am

    @M. Diaferia: Forse il Vaticano conosce un po’ meglio di noi i “fratelli maggiori”.

  31. M. Diaferia January 24th, 2009 12:30 pm

    Mi sento intellettualmente e spiritualmente dilaniato dalle immagini di Gaza.
    Impressionato e commosso dalle distruzioni e dall’eccidio di esseri umani da una parte.
    Dall’altra quei filmati palestinesi, con le panoramiche sui condomini distrutti, il bambino che cerca il quaderno fra le macerie, le zoommate sulle lacrime dei bambini, i disegni ovviamente pieni di morti e di aerei da guerra, le maestre sconvolte, assomigliano tantissimo a quelli dell’Istituto Luce dopo i bombardamenti alleati sulle nostre città.

  32. M. Diaferia February 7th, 2009 6:54 am

    Ho il triste presentimento che Eluana Englaro verrà eliminata in fretta e furia (ma la magistratura sta controllando? Non si palrlava di 12 giorni?) per fare un dispetto a Berlusconi e Ratzinger.
    Ringraziamo i sessantottini (e il sig. Englaro mi sembra di quell’età) per averci veramente regalato un mondo migliore!

  33. Graziano Soliani March 10th, 2009 1:38 pm

    Ho visto una pubblicità davvero discutibile promossa da un sito di offerta/ricerca lavoro, InfoJobs.it.

    Ecco il link:
    http://senzaunoziovescovo.infojobs.it/?utm_source=ziovescovoemailpc&utm_medium=email&utm_campaign=ziovescovoemailpc

  34. Rino.Cammilleri March 11th, 2009 8:19 am

    Be’, almeno non è blasfemo…

  35. Sonia May 21st, 2009 4:28 am

    Buongiorno (ma dopo il TG di La7 appena trasmesso, 21/05/09 0re 13) lo sarà meno.
    E’ l’ennesima storia di maltrattamenti e violenze subiti dagli orfani, stavolta irlandesi, ospiti di istituti cattolici per mano di religiosi.
    Si parla di indagini durate 9 anni, dalle quali sono emersi migliaia di casi (violenze sessuali, botte, persino suicidi) avuti luogo tra gli anni ‘30 e gli ‘80.
    Le autorità ecclesiastiche irlandesi si dicono addolorate e piene di vergogna.
    Vorrei solo che si facesse chiarezza su questi fatti. Tuttavia credo sia difficile far rientrare anche questa notizia tra le tante (troppe) inventate o gonfiate ad hoc per mettere in cattiva luce la nostra Chiesa.
    Quindi, un po’meno buongiorno a tutti.

  36. Rino.Cammilleri May 21st, 2009 6:32 am

    La vicenda di “Magdalene” si è poi rivelata una bufala, anche se nessuno lo ha riportato con la medesima enfasi. Vediamo se anche questa lo è.

  37. Rino.Cammilleri May 24th, 2009 8:22 am

    In effetti, l’abuso del termine “carità” nei secoli rischia di farlo passare per “elemosina”.

  38. livio May 25th, 2009 11:24 pm

    “islam ed economia”:come sempre gli antidoti fanno riflettere; volevo segnalarle e ,se possibile, inviarle il libro di marco casetta (autore, mio ex compagno di scuola) “il grande tradimento “(prefazione di enzo martinelli ed appendice di guglielmo piombini), un testo di veloce lettura,con alcune lucide considerazioni anche storiche, sicuramente non “politically correct”, su islam ed occidente

  39. Rino.Cammilleri May 26th, 2009 7:07 am

    Me lo mandi pure al “Giornale”.

  40. rocco August 3rd, 2009 8:00 pm

    vorrei invitare tutti ad approfondire la conoscenza della
    personalità(sconcertante)di Mario Mieli, l’omosessuale morto suicida negli anni 80(credo).www.mariomieli.org/ . E’ oggi uno dei personaggi da cui traggono maggiore ispirazione i movimenti omosessuali,ed ha scritto alcuni libri nei quali esponeva le sue teorie(abberanti), alcune delle quali , interessanti per capire certa politica contemporanea. Mieli auspica e prevede il passaggio necessario da una rivoluzione operaia ad una rivoluzione sessuale, o meglio, pansessuale/omosessuale per la società. teorico della pedofilia e del pansessualismo in generale, rivendica la libertà dei rapporti sessuali con i bambini asserendo che solo gli omosessuali hanno la capacità di amare fino in fondo i bambini. questo per riflettere sull’odierno e principale interesse dell’ establishment
    e della classe politica di sinistra ,estrema e non, a tali argomenti.(Agghiacciante!!)
    La sinistra ha perso i voti degli operai (e le elezioni)
    anche perchè non ne ha più curato nemmeno solo apparentemente gli interessi avendo incentrato una larghissima parte del suo discorso politico sulle argomentazioni omosessuali femministe ecologiste

  41. Rino.Cammilleri August 4th, 2009 8:06 am

    Ho dedicato al Mieli un intero capitolo del mio “I mostri della ragione/2″ (Ares)

  42. rocco August 4th, 2009 2:58 pm

    Allora provvederò subito ad acquistarne una copia!

  43. RENZO FABRIS August 5th, 2009 2:07 pm

    Grandissimo Camilleri,

    ho da poco acquistato e letto d’un fiato “il Kattolico” e provvederò ad acquistare anche “il Kattolico 2″ – pur essendo abbonato a il Timone.

    La ringrazio e Le faccio tanti auguri per il proseguimento della sua “bella vita” essendo qualunque vita bella se spesa nel solco del Cristianesimo.

    cordiali saluti.

    renzo fabris

    p.s.: sulle raccolte dei Suoi articoli pubblicati nei libri, non sarebbe possibile aggiungere la data (mese e anno) di pubblicazione sulla stampa?

  44. Rino.Cammilleri August 6th, 2009 7:14 am

    In realtà sono già purgate delle puntate datate, proprio per renderle fruibili anche a chi non le ha mai lette prima.

  45. Giovanni Voli August 9th, 2009 11:48 pm

    Mi rivolgo a lei con confidenza, dato che da molto tempo la seguo nei suoi
    libri e articoli.

    Lei mi ha dato la possibilità di ribattere su tante accuse false alla
    Chiesa.
    Riesco spesso a confutare le tesi contro la Chiesa, che spesso hanno come
    fondamento solo la propaganda, il sentito-dire. Ma ho capito che, con chi è
    contro la Chiesa, i preconcetti e l’ignoranza valgono più dei ragionamenti e
    delle prove.

    L’ultima che ho sentito, è che l’Italia è un paese anormale, dove la
    politica e i politici sono macerie di corruzione senza speranza di cambiare.
    Tutto questo perchè in Italia c’è la chiesa cattolica.

    E’ una tesi, credo, diffusa dalle mie parti (abito a Reggio Emilia).
    Credo che la situazione politica in Italia sia più frutto del fatto che
    abbiamo avuto il partito comunista più forte di tutto l’ovest europeo, che
    ha distrutto il tessuto sociale di solidarietà, onestà e altruismo che
    esisteva, grazie alle radici cristiane, sostituendolo con la
    contrapposizione delle classi, l’invidia e l’egoismo.
    Ma mi piacerebbe che lei mi suggerisse approfondimenti su questo tema.
    Grazie

    Giovanni Voli

  46. Rino.Cammilleri August 10th, 2009 3:40 am

    Ho scritto un intero libro: “Doveroso elogio degli italiani” (Bur).

  47. rocco August 10th, 2009 5:35 am

    Salve,
    vorrei sapere dove poter leggere qualche cosa di serio e attendibile sul femminismo e sulle sue radici che credo essere di origine massonica.Vorrrei anche sapere se è stato scritto qualcosa che tratti del fenomeno massonico e a quali movimenti in generale abbia più o meno direttamente dato vita e sui simboli più o meno occulti che caratterizzano questi movimenti essendo tali simboli direttamente derivati dall’esoterismo ,dalla magia ,dal satanismo (credo che la massoneria abbia radici ben più antiche di quelle che in genere si evincono dalla sua storia vulgata e che tali radici siano appunto sataniche ed esoteriche)

    Grazie ancora per il Vostro prezioso lavoro.

  48. Rino.Cammilleri August 10th, 2009 6:12 am

    Non credo che abbia origini sataniche, e l’esoterismo si è aggiunto per strada. Comunque, legga “Massoneria” di Massimo Introvigne (Elledici).

  49. arf August 11th, 2009 2:45 am

    Vorrei chiedere a Rino Cammilleri come mai da alcuni anni è sempre meno presente al Meeting di Rimini. Ricordo male, o ne era “Fellow Member”?

    Grazie.

  50. Rino.Cammilleri August 11th, 2009 3:58 am

    vado solo dove sono invitato

  51. Bruno Monferra September 5th, 2009 9:09 am

    Caro dottor Cammilleri, la prego di correggere il record della sua nota “Il santo del giormo” sul Giornale di oggi: l’antico porto di Trebisonda non
    è l’odierna Tabriz in Persia bensì Trabzon in Turchia.
    Tirare a indovinare spesso non paga. Controllare sempre!
    Con simpatia, Bruno

  52. Rino.Cammilleri September 5th, 2009 9:17 am

    Io non tiro a indovinare. Riporto quel che leggo. Poi aspetto il lettore sagace che mi fa notare l’errore e lo ringrazio.

  53. Salvatore Carloni September 8th, 2009 7:43 am

    Carissimo Dottor Cammilleri,
    mi chiamo Salvatore Carloni e la seguo da tempo. Mi permetta di proporle una richiesta: la devozione al Sacro Cuore ha segnato un’epoca ma oggi – e la invito a verificare – neanche l’Apostolato della Preghiera dei Gesuiti pubblica più un’esauriente biografia di Santa Margherita Maria Alacoque. Io ne ho una del 1980 di padre Jean Ladame intitolata “Margherita Maria Alacoque – apostola del Sacro Cuore” Edizioni Dehoniane Andria.
    Ho scoperto cose terribili: morti predette dalla santa che puntualmente avvenivano, visioni angeliche e dialoghi con il Signore Gesù. Le chiedo formalmente di pubblicare, con il suo piglio incisivo e limpidamente cristiano, una biografia della santa visitandina visto che in Italia ci siamo scordati dove andare a bussare per ottenere qualcosa dal Cuore di Maria e quindi dal Cuore di Gesù.
    Ringraziandola per l’attenzione,

    Salvatore Carloni

  54. Rino.Cammilleri September 8th, 2009 10:46 am

    Caro Carloni, bisogna fare i conti col sistema editoriale: quante copie venderebbe un’opera simile?

  55. Salvatore Carloni September 8th, 2009 2:03 pm

    L’Apostolato della Preghiera è in tutta Italia come i conventi delle visitandine. Io comunicai anche alla suora segretaria della Madre federale delle visitandine questo problema: calcoli che loro continuano a distribuire qui a Roma una antica biografia di Santa Margherita Maria Alacoque ai devoti, ma è proprio il colmo che di libri su Fatima ce se siano tanti come sicuramente ne uscirà uno su suor Lucia dos Santos per la beatificazione quando manca -secondo logica – la biografia della prima mistica in epoca moderna del Sacro Cuore. Così il Re sole che non volle consacrarsi al Sacro Cuore vince due volte purtroppo. Peraltro penso che quello che scrive lei, dottor Cammilleri, proprio per il suo piglio d’eccezione un posto sicuro nelle case di tanti lo trova di sicuro. Poi lei passa alla storia per aver rotto l’omertà sui carismi soprannaturali di Santa Margherita Maria e il Sacro Cuore gliene sarà sicuramente eternamente grato.

  56. Rino.Cammilleri September 9th, 2009 6:29 am

    Ci penserò.

  57. Paolo Maggiolo September 22nd, 2009 5:14 am

    Gentile dottor Cammilleri,

    utilizzo questo spazio non avendo altro modo per comunicarLe quato segue.
    Ho pubblicato di recente una raccolta di brevissime citazioni tratte da autori che abbiano scritto, in senso critico, intorno ai luoghi comuni della sinistra. Ho inserito, nel piccolo repertorio, una citazione dal suo libro “I mostri della ragione” laddove si parla dell’invidia. Il titolo dell’opera è “Adversaria: frammenti d’autore”, edito nel 2009.
    Penso di averLe fatto cosa gradita nel fornirLe la notizia.
    Con i migliori saluti

    Paolo Maggiolo

  58. Rino.Cammilleri September 22nd, 2009 7:22 am

    Grazie, ho letto il suo libro. Le faccio i miei auguri per il migliore successo.

  59. Luca Sorrentino October 7th, 2009 1:37 am

    Egregio dott.Cammilleri
    (Giudici, 16) Sansone va a trovare una prostituta a Gaza, in terra filistea. Saputolo, i Filistei circondano la casa in attesa dell’alba e tendono un agguato. A mezzanotte Sansone esce, scardina la porta della città, se la mette sulle spalle e la porta in cima al monte che guarda in direzione di Ebron- mutatis mutandis il libro dei giudici e il racconto di Sansone è figura della storia di Berlusconi, delle sue escort e di Repubblica? Berlusconi è un personaggio biblico, Fantastico! Peccato che la Chiesa abbia dimenticato che tutta la storia divina è interpolata di prostituzione, se non c’è peccato nel mondo a che vale l’annuncio evangelico della salvezza?

  60. Davide Marchesi October 18th, 2009 1:54 pm

    Carissimo dott. Cammilleri,
    la leggo sempre con piacere. Recentemente ho tentato di ritrovare un suo articolo in cui parlava di come la sinistra non possa appropriarsi della cultura, quasi che ne fosse l’unica depositaria, e di quanto sia falsa l’affermazione per cui gli “intellettuali”, debbano per forza essere colorati di rosso.
    Le sarei infinitamente grato se mi mettesse sulla buona pista per ritrovarlo.
    Ho letto tanti libri e articoli suoi che mi riesce difficile ricordare dove lo abbia letto.
    La ringrazio infinitamente e le auguro ogni bene
    Davide Marchesi

  61. Rino.Cammilleri October 19th, 2009 7:54 am

    Ahimè, neanch’io mi ricordo. Provi a guardare nella raccolta del Timone.

  62. Rino.Cammilleri October 19th, 2009 11:01 am

    Provi con la raccolta del Timone. Io stesso non mi ricordo più.

  63. Hans November 3rd, 2009 12:19 pm

    Quello che scrivo non ha nulla a che vedere con questo bel sito. Quello che propongo, stando sempre alle sue possibilità, alle sue voglie e alla sua disponibilità, è l’idea di trasportare gli Antidoti su YouTube. Perchè non apre un canale su YouTube per pubblicare brevi filmati con le sue pillole anti-veleno? Un pò come ha fatto Luigi Amicone di ‘Tempi’. Ci rifletta. A mio avviso non è una cattiva idea. certo, si attirerà tante belle parolone ma noi saremo lì a difenderla e, questo è l’obbiettivo, far prendere coscienza della bellezza dell’essere cattolici ai titubanti e agli incerti.

  64. Rino.Cammilleri November 4th, 2009 10:55 am

    Giro questa al mio webmaster.

  65. Gian Luca Libretti November 16th, 2009 3:25 am

    All’approssimarsi delle feste di San Colombano del 23 novembre volelo segnalare la figura di Colombano un santo monaco e missionario irlandese che evangelizzo l’Europa fra il VI e VII secolo fino a Bobbio che raccoglie le sue spoglie mortali nella cripta dell’Abbazia a lui dedicata il cui scriptorium fu alla pari di Montecassino uno dei più importanti d’Europa fra il VII ed il XII secolo, preso anche come spunto per il romanzo di Umberto Eco “Il nome della rosa”.

    ***San Colombano***

    Irlanda, Navan (Leinster), 540 o 543 – Italia, Bobbio (Piacenza), 23 novembre 615

    San Colombano è stato un monaco, abate e missionario irlandese, noto per aver fondato numerosi monasteri e chiese in Europa sotto la regola celtico-irlandese. Poi divenuti di regola benedettina.
    È conosciuto anche con altri nomi, impropri e più rari, quali san Colombano di Luxeuil (in Francia) o san Colombano di Bobbio o san Columba il Vecchio. In gaelico è chiamato Colum o Columcille.
    Tramite le sue numerose fondazioni contribuì alla diffusione in Europa del monachesimo irlandese. Stabilì una regola monastica che in seguito si assimilò a quella benedettina e fu definitivamente abrogata anche formalmente nel 1448 da papa Niccolò V. Introdusse con il Paenitentiale l’uso della confessione privata in sostituzione di quella pubblica per il sacramento della penitenza.
    Papa Benedetto XVI lo ha definito “santo europeo”. Infatti, San Colombano stesso scrive in una lettera che gli europei devono essere un unico popolo, un “corpo solo” che viene unito da radici cristiane in cui le barriere etniche e culturali vanno superate; inoltre usa per la prima volta l’espressione latina “totius Europae”.

    È santo patrono dei motociclisti.

    Inoltre vi è una petizione per la nomina di Colombano a patrono ufficiale d’Europa assieme a Benedetto ed altri santi.

    Si festeggia il 23 novembre.

    Colombano è uno dei rappresentanti del mondo monastico che danno origine a quella ‘peregrinatio pro Domino’, che costituì uno dei fattori dell’evangelizzazione e del rinnovamento culturale dell’Europa. Dall’Irlanda passò (c. 590) in Francia, Belgio, Germania, Austria, Svizzera e Italia Settentrionale, creando e organizzando comunità ecclesiastiche e fondando vari monasteri, alcuni dei quali, per esempio Luxeuil, Bregenz, San Gallo e Bobbio, celebri per gli omonimi libri liturgici. La regola monastica che codifica la sua spiritualità è improntata a grande rigore e intende associare i monaci al sacrificio di Cristo. La sua prassi monastica ha influito sulla nuova disciplina penitenziale dell’Occidente. (Mess. Rom.)

    -Etimologia: Colombano = “Colum” o “Columcille” (in gaelico) = dolce, delicato, tranquillo
    -Emblema: Bastone pastorale, l’abito bianco e la colomba.

    - Martirologio Romano: San Colombano, abate, che di origine irlandese, fattosi pellegrino per Cristo per istruire nel Vangelo le genti della Francia, fondò insieme a molti altri monasteri quello di Luxeuil, che egli stesso governò in una stretta osservanza della regola; costretto all’esilio, attraversò le Alpi e fondò in Emilia il monastero di Bobbio (PC), celebre per la disciplina e gli studi, dove, benemerito della Chiesa, morì in pace e il suo corpo fu deposto in questo giorno.

    - Vita:
    Il santo abate Colombano è l’irlandese più noto del primo Medioevo: con buona ragione egli può essere chiamato un santo «europeo», perché come monaco, missionario e scrittore ha lavorato in vari Paesi dell’Europa occidentale. Insieme agli irlandesi del suo tempo, egli era consapevole dell’unità culturale dell’Europa. In una sua lettera, scritta intorno all’anno 600 e indirizzata a Papa Gregorio Magno, si trova per la prima volta l’espressione «totius Europae, di tutta l’Europa», con riferimento alla presenza della Chiesa nel Continente (cfr Epistula I,1).
    Colombano era nato intorno all’anno 543 nella provincia di Leinster, nel sud-est dell’Irlanda.
    Educato nella propria casa da ottimi maestri che lo avviarono allo studio delle arti liberali, si affidò poi alla guida dell’abate Sinell della comunità di Cluain-Inis, nell’Irlanda settentrionale, ove poté approfondire lo studio delle Sacre Scritture. All’età di circa vent’anni entrò nel monastero di Bangor nel nord- est dell’isola, ove era abate Comgall, un monaco ben noto per la sua virtù e il suo rigore ascetico. In piena sintonia col suo abate, Colombano praticò con zelo la severa disciplina del monastero, conducendo una vita di preghiera, di ascesi e di studio. Lì fu anche ordinato sacerdote. La vita a Bangor e l’esempio dell’abate influirono sulla concezione del monachesimo che Colombano maturò col tempo e diffuse poi nel corso della sua vita.
    All’età di circa cinquant’anni, seguendo l’ideale ascetico tipicamente irlandese della «peregrinatio pro Christo», del farsi cioè pellegrino per Cristo, Colombano lasciò l’isola per intraprendere con dodici compagni un’opera missionaria sul continente europeo. Dobbiamo infatti tener presente che la migrazione di popoli dal nord e dall’est aveva fatto ricadere nel paganesimo intere Regioni già cristianizzate. Intorno all’anno 590 questo piccolo drappello di missionari approdò sulla costa bretone. Accolti con benevolenza dal re dei Franchi d’Austrasia (l’attuale Francia), chiesero solo un pezzo di terra incolta. Ottennero l’antica fortezza romana di Anne-gray, tutta diroccata ed abbandonata, ormai coperta dalla foresta. Abituati ad una vita di estrema rinuncia, i monaci riuscirono entro pochi mesi a costruire sulle rovine il primo eremo. Così, la loro rievangelizzazione iniziò a svolgersi innanzitutto mediante la testimonianza della vita. Con la nuova coltivazione della terra cominciarono anche una nuova coltivazione delle anime. La fama di quei religiosi stranieri che, vivendo di preghiera e in grande austerità, costruivano case e dissodavano la terra, si diffuse celermente attraendo pellegrini e penitenti. Soprattutto molti giovani chiedevano di essere accolti nella comunità monastica per vivere, come loro, questa vita esemplare che rinnovava la coltura della terra e delle anime. Ben presto si rese necessaria la fondazione di un secondo monastero. Fu edificato a pochi chilometri di distanza, sulle rovine di un’antica città termale, Luxeuil. Il monastero sarebbe poi diventato il centro dell’irradiazione monastica e missionaria di tradizione irlandese sul continente europeo. Un terzo monastero fu eretto a Fontaine, un’ora di cammino più a nord.
    A Luxeuil Colombano visse per quasi vent’anni. Qui il santo scrisse per i suoi seguaci la Regula monachorum per un certo tempo più diffusa in Europa di quella di san Benedetto disegnando l’immagine ideale del monaco. È l’unica antica regola monastica irlandese che oggi possediamo. Come integrazione egli elaborò la Regula coenobialis, una sorta di codice penale per le infrazioni dei monaci, con punizioni piuttosto sorprendenti per la sensibilità moderna, spiegabili soltanto con la mentalità del tempo e dell’ambiente. Con un’altra opera famosa intitolata De poenitentiarum misura taxanda, scritta pure a Luxeuil, Colombano introdusse nel continente la confessione e la penitenza private e reiterate; fu detta penitenza «tariffata» per la proporzione stabilita tra gravità del peccato e tipo di penitenza imposta dal confessore. Queste novità destarono il sospetto dei vescovi della regione, un sospetto che si tramutò in ostilità quando Colombano ebbe il coraggio di rimproverarli apertamente per i costumi di alcuni di loro. Occasione per il manifestarsi del contrasto fu la disputa circa la data della Pasqua: l’Irlanda seguiva infatti la tradizione orientale in contrasto con la tradizione romana. Il monaco irlandese fu convocato nel 603 a Châlon-sur-Saôn per rendere conto davanti a un sinodo delle sue consuetudini relative alla penitenza e alla Pasqua. Invece di presentarsi al sinodo, egli mandò una lettera in cui minimizzava la questione invitando i Padri sinodali a discutere non solo del problema della data della Pasqua, problema piccolo secondo lui, «ma anche di tutte le necessarie normative canoniche che da molti cosa più grave sono disattese» (cfr Epistula II,1).
    Contemporaneamente scrisse a Papa Bonifacio IV come qualche anno prima già si era rivolto a Papa Gregorio Magno (cfr Epistula I) per difendere la tradizione irlandese (cfr Epistula III).
    Intransigente come era in ogni questione morale, Colombano entrò poi in conflitto anche con la Casa reale, perché aveva rimproverato aspramente il re Teodorico per le sue relazioni adulterine. Ne nacque una rete di intrighi e manovre a livello personale, religioso e politico che, nell’anno 610, si tradusse in un decreto di espulsione da Luxeuil di Colombano e di tutti i monaci di origine irlandese, che furono condannati ad un definitivo esilio. Furono scortati fino al mare e imbarcati a spese della corte verso l’Irlanda. Ma la nave si incagliò a poca distanza dalla spiaggia e il capitano, vedendo in ciò un segno del cielo, rinunciò all’impresa e, per paura di essere maledetto da Dio, riportò i ed entusiasmo ai coetanei. monaci sulla terra ferma. Essi, invece di tornare a Luxeuil, decisero di cominciare una nuova opera di evangelizzazione. Si imbarcarono sul Reno e risalirono il fiume. Dopo una prima tappa a Tuggen presso il lago di Zurigo, andarono nella regione di Bregenz presso il lago di Costanza per evangelizzare gli Alemanni.
    Poco dopo però Colombano, a causa di vicende politiche poco favorevoli alla sua opera, decise di attraversare le Alpi con la maggior parte dei suoi discepoli. Rimase solo un monaco di nome Gallus (Gallo); dal suo eremo si sarebbe poi sviluppata la famosa abbazia di Sankt Gallen, in Svizzera. Giunto in Italia, Colombano trovò un’accoglienza benevola presso la corte reale longobarda, ma dovette affrontare subito difficoltà notevoli: la vita della Chiesa era lacerata dall’eresia ariana ancora prevalente tra i longobardi e da uno scisma che aveva staccato la maggior parte delle Chiese dell’Italia settentrionale dalla comunione col Vescovo di Roma. Colombano si inserì con autorevolezza in questo contesto, scrivendo un libello contro l’arianesimo e una lettera a Bonifacio IV per convincerlo a fare alcuni passi decisi in vista di un ristabilimento dell’unità (cfr Epistula V). Quando il re dei longobardi, nel 612 o 613, gli assegnò un terreno a Bobbio, nella valle del Trebbia, Colombano fondò un nuovo monastero che sarebbe poi diventato un centro di cultura paragonabile a quello famoso di Montecassino. Qui giunse al termine dei suoi giorni: morì il 23 novembre 615 e in tale data è commemorato nel rito romano fino ad oggi.
    Il messaggio di san Colombano si concentra in un fermo richiamo alla conversione e al distacco dai beni terreni in vista dell’eredità eterna. Con la sua vita ascetica e il suo comportamento senza compromessi di fronte alla corruzione dei potenti, egli evoca la figura severa di san Giovanni Battista. La sua austerità, tuttavia, non è mai fine a se stessa, ma è solo il mezzo per aprirsi liberamente all’amore di Dio e corrispondere con tutto l’essere ai doni da lui ricevuti, ricostruendo così in sé l’immagine di Dio e al tempo stesso dissodando la terra e rinnovando la società umana. Cito dalle sue Instructiones: «Se l’uomo userà rettamente di quelle facoltà che Dio ha concesso alla sua anima allora sarà simile a Dio. Ricordiamoci che gli dobbiamo restituire tutti quei doni che egli ha depositato in noi quando eravamo nella condizione originaria. Ce ne ha insegnato il modo con i suoi comandamenti. Il primo di essi è quello di amare il Signore con tutto il cuore, perché egli per primo ci ha amato, fin dall’inizio dei tempi, prima ancora che noi venissimo alla luce di questo mondo» (cfr Instr. XI). Queste parole, il santo irlandese le incarnò realmente nella propria vita. Uomo di grande cultura scrisse anche poesie in latino e un libro di grammatica si rivelò ricco di doni di grazia. Fu un instancabile costruttore di monasteri come anche intransigente predicatore penitenziale, spendendo ogni sua energia per alimentare le radici cristiane dell’Europa che stava nascendo. Con la sua energia spirituale, con la sua fede, con il suo amore per Dio e per il prossimo divenne realmente uno dei Padri dell’Europa: egli mostra anche oggi a noi dove stanno le radici dalle quali può rinascere questa nostra Europa.

    Autore: Papa Benedetto XVI (udienza generale 11.06.2008)

    - Culto in Italia:

    -Emilia:
    *Abbazia di San Colombano di Bobbio (PC)
    *Eremo di San Michele di Coli (PC) (con la chiesa di San Colombano)
    *Chiesa di San Colombano a Ottone Soprano di Ottone (PC)
    *Chiesa di San Colombano a Lusurasco di [[Alseno]](PC)
    *Chiesa di San Maurizio e San Colombano di [[Pianello Val Tidone]](PC)
    *Chiesa di San Colombano a Muradello di [[Pontenure]](PC)
    *Chiesa di San Colombano di [[Vernasca]](PC)
    *Chiesa di San Colombano a Vicobarone di [[Ziano Piacentino]](PC)
    *Chiesa di San Colombano a San Colombano di [[Meldola]](FC)
    *[[Chiesa di San Colombano (Bologna)|Oratorio di San Colombano]] di [[Bologna]]
    *Chiesa di San Colombano a [[Fogliano (Reggio Emilia)|Fogliano]] di [[Reggio nell'Emilia]]

    -Liguria:
    *Chiesa di San Colombano di [[Casarza Ligure]](GE)
    *[[Chiesa di San Colombano (Cogorno)]](GE)
    *[[Chiesa di San Colombano (Davagna)]](GE)
    *Chiesa di San Colombano a Vignale di [[San Colombano Certenoli]](GE)
    *Chiesa di San Colombano a Gavenola di [[Borghetto d'Arroscia]](IM)
    *l’[[Cattedrale dei Santi Pietro, Lorenzo e Colombano|Abbazia di Brugnato]] a [[Brugnato]](SP)
    *Chiesa di San Colombano a [[Cornice (frazione)|Cornice]] di [[Sesta Godano]](SP)
    *Chiesa di San Colombano a Lodisio di [[Piana Crixia]](SV)

    -Lombardia:
    *Chiesa di San Colombano a Valtesse di [[Bergamo]]
    *Chiesa di San Colombano di [[Parzanica]](BG)
    *Chiesa di San Colombano a San Colombano di [[Collio (Italia)|Collio(BS)]]
    *Chiesa dei Santi Gottardo e Colombano a Arlate di [[Calco]](LC)
    *Chiesa dei Santi Pietro, Paolo e Colombano di [[Fombio]](LO)
    *Chiesa di San Colombano a [[San Colombano al Lambro]](MI)
    *Chiesa di San Colombano a Riva Suzzara di [[Suzzara]](MN)
    *Chiesa di San Colombano di [[Santa Giuletta (Italia)|Santa Giuletta]](PV)
    *Chiesa di San Colombano a Torremenapace di [[Voghera]](PV)
    *Chiesa di San Colombano di [[Menconico]](PV)
    *Chiesa di San Colombano a Monteforte di [[Varzi]](PV)
    *Chiesa dei Santi Marziano e Colombano a Corbesassi di [[Brallo di Pregola]](PV)

    -Piemonte:
    *Chiesa della Natività di Maria Vergine e San Colombano di [[Belforte Monferrato]](AL)
    *Chiesa dei Santi Colombano e Bernardo a [[Ciglione (Ponzone)|Ciglione]] di [[Ponzone]](AL)
    *Chiesa di San Colombano a Variana di [[Grondona]](AL)
    *Chiesa dei Santi Pietro e Colombano di [[Pagno]](CN)
    *Chiesa di San Colombano di [[Pezzolo Valle Uzzone]](CN)
    *Chiesa di S. Maria del Rosario e San Colombano di [[Monchiero]](CN)
    *Chiesa di San Colombano di [[Biandrate]](NO)
    *Chiesa dei Santi Lorenzo e Colombano a Oga di [[Valdisotto]](SO)
    *Chiesa dei Santi Marco, Colombano e Gregorio a [[Mantello (Italia)|Mantello(SO)]]
    *Chiesa di San Colombano a Campo Mezzola di [[Novate Mezzola]](SO)
    *Chiesa di San Colombano a [[San Colombano Belmonte]](TO)

    -Toscana:
    *[[Chiesa di San Colombano (San Casciano in Val di Pesa)|Chiesa di San Colombano]] a [[Bargino]] di [[San Casciano Val di Pesa]](FI)
    *[[Chiesa di San Colombano (Scandicci)|Chiesa di San Colombano]] a Settimo di [[Scandicci]](FI)
    *Chiesa di San Colombano a Canneto di [[Fivizzano]](MS)
    *Chiesa di San Colombano a Posara di [[Fivizzano]](MS)
    *Chiesa dei Santi Giovanni e Colombano di [[Pontremoli]](MS)
    *Chiesa di San Colombano a San Colombano di [[Capannori]](LU)
    *[[Chiesa dei Santi Clemente e Colombano]] a Terrinca di [[Stazzema]](LU)
    *Chiesa dei Santi Matteo e Colombano a Pietrabuona di [[Pescia]](PT)

    -Trentino Alto Adige:
    *[[Eremo di San Colombano]] di [[Trambileno]] (prov. di [[Trento]])

    -Veneto:
    *Chiesa di San Colombano di [[Bardolino]] (Priorato di Bardolino)
    *Chiesa dei Santi Colombano e Giuseppe a Pero di [[Breda di Piave]](TV)

    Fonti: Santi e Beati e Wikipedia.

    Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/San_Colombano

    Santi e Beati: http://www.santiebeati.it/dettaglio/30200

    Portale europeo: http://www.sancolombano.eu/home/

    By: Gian Luca Libretti (ass. “Amici di San Colombano” di Bobbio).

  66. Salvatore Carloni December 19th, 2009 2:32 pm

    Buona serata,
    sono Salvatore Carloni di Roma e le volevo comunicare quanto segue del culto al Volto di Cristo e della vita della prossima beata Madre Pierina de Micheli.
    Potrà avere del materiale biografico sulla Madre Pierina dalle suore di cui le ho indicato i recapiti più sotto.
    Per quel che riguarda più in generale del materiale teologico sul culto del Volto di Cristo la reindirizzo all’ISTITUTO INTERNAZIONALE DI RICERCA SUL VOLTO DI CRISTO
    Via della Conciliazione 15 – 00193 ROMA
    tel.: 06 68307181 – 6864728
    fax: 06 6833974
    Posta elettronica: santovolto@unigre.it
    Il loro sito internet è http://www.santovolto.it/infogenerali/contatti.htm

    Perciò la prego di leggere quanto sotto.
    Voglia, con l’occasione, accettare per lei il mio augurio di Pace per il Santo Natale che vi rivolgo con le parole e le intenzioni del Signore Gesù: “Pace a questa casa” (Dal Vangelo secondo Luca 10,5-9).

    Il giorno 3 aprile 2009 il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza privata Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Durante l’Udienza il Santo Padre ha autorizzato la Congregazione a promulgare il Decreto riguardante il miracolo, attribuito all’intercessione della Venerabile Serva di Dio MARIA PIERINA DE MICHELI (al secolo: Giuseppina), Suora dell’Istituto delle Figlie dell’Immacolata Concezione di Buenos Aires; nata a Milano (Italia) l’11 settembre 1890 e morta a Centonara d’Artò (Novara, Italia) il 26 luglio 1945.

    La vita di Madre Pierina è stata dedicata alla diffusione della medaglia e del culto al Volto di Cristo. La Madre fu oggetto di visioni soprannaturali in cui la Madonna Santissima la incitava a far coniare una medaglia dedicata al Volto di Gesù. La richiesta divina era riparazione dei peccati ogni martedì: il dono erano le cinque promesse per chi ripara ed indossa la medaglia.
    Madre Pierina ebbe l’autorizzazione della Curia per far realizzare il suo progetto ma si trovo’ in stato di necessità quanto al corrispettivo da pagare alla Ditta Johnson di Milano fino al giorno prima della consegna. Madre Pierina racconta di essersi ritrovata nella sua stanza a porte chiuse in una busta la cifra di 11200 lire, esattamente quanto doveva dare alla ditta.
    Potrà chiedere la conferma di questo particolare alle sue consorelle dell’Istituto Spirito Santo di Roma il cui indirizzo è il seguente:

    Istituto Spirito Santo
    Via Asinio Pollione, 5 -ROMA
    Tel.06/5743432 fax 06/5745500
    http://www.istitutospiritosanto.it

    Oltre a questo le sue consorelle mi hanno testimoniato delle lotte che Madre Pierina ebbe con il demonio, che fu visto andare e venire dall’Istituto Spirito Santo al centro di Roma.

    In ultimo Madre Pierina a due settimane dalla propria morte profetizzo’ alle sue consorelle che la propria sarebbe stata un felice trapasso e non una morte dolorosissima: cosi’ fu e pertanto si compi’ anche la quinta delle promesse per la medaglia del Santo Volto, ossia che chi ripara otterrà una felice morte sotto gli occhi del Redentore.

    Promesse per chi ripara al Martedì indossando la Medaglia del Volto di Cristo:

    - sara’ fortificato nella fede
    - sara’ pronto a difenderla
    - avra’ le grazie per superare le difficoltà spirituali interne ed esterne
    - sara’ aiutato nei pericoli dell’anima e del corpo
    - avra’ una morte serena sotto lo sguardo sorridente del Figlio di Dio

  67. Rino.Cammilleri December 20th, 2009 8:37 am

    La ringrazio per le preziose informazioni.

  68. Maurizio January 4th, 2010 9:45 am

    Salve a tutti, voglio condividere con voi alcune mie riflessioni sulla Lingua Italiana.
    Insegno italiano a stranieri a Roma e spesso organizzo i miei corsi nelle capitali europee. Posso assicurare che ancora oggi la Lingua Italiana attrae fortemente, e in alcune realtà comincia ad essere lingua parlata anche nelle aziende. Il silenzio sulla vera realtà e potenzialità della Lingua Italiana è dovuto ai soliti stereotipi che gli italioti stessi contribuiscono ad alimentare, ma anche al boicottaggio che essa subisce proprio da parte di quegli Stati in cui è richiesta perché in un certo modo la “temono” e non riescono a gestirla con insegnanti non madrelingua. A questo aggiungiamo i grandi investimenti che ad esempio la Francia fa sulla propria Lingua e il bombardamento che costantemente subiamo da parte della Lingua Inglese (io parlo l’inglese), e compariamoli con quelli che l’Italia,(non) fa sulla la propria Lingua e la situazione è ancora più chiara.

    Ma la realtà rimane un’altra: a Novembre, con qualche giro su internet ed un annuncio sul giornale locale, ho organizzato un corso a Sofia. Dodici studenti. un buon successo. Tornerò a Sofia a Febbraio, e magari gli studenti saranno più di dodici. Poi voglio tornare a Kiev(dove statistiche alla mano la Lingua Italiana è la prima richiesta! L’Inglese ed il Francese sono dietro), e poi sarà la volta di Londra…

    Devo organizzare tutto da solo, ma questa cosa mi piace. Meglio essere trascurati che gestiti da burocrazie idiote.
    Maurizio

  69. guido parravicini January 7th, 2010 5:24 am

    Gentile dottor Cammilleri,
    le scrivo a proposito del suo articolo sull’ing. Patchauri sul Giornale dio oggi 7 Gennaio 20010.
    Il senatore Fielding e Lord Monckton, il 16 Dicembre, il giorno dopo aver spedito la lettera aperta sulle attivita` del buon Patchauri, vennero esclusi dai lavori dell’IPCC e menati dalla polizia danese, io ritengo che furono fatti menare.
    Veda http://sppiblog.org/news/is-the-european-police-state-going-global
    oppure http://www.sepp.org
    Cordialmente Guido Parravicini
    PS sono quel fisico che parlo` di Galileo insieme con lei alla parrocchia di Santa Maria del Suffragio a Milano un paio di anni fa.

  70. Rino.Cammilleri January 7th, 2010 11:18 am

    Lieto di risentirla. Ho apprezzato quella volta la sua onestà intellettuale e scientifica. Adesso la apprezzo ancora di più. Benvenuto nel club degli Apoti (quelli che non la bevono).

  71. Silvano January 14th, 2010 1:05 am

    Molto interessante l’articolo di ieri sui cattolici perseguitati, mi chiedo se questo argomento non sia “materia da vaticanisti”. Ma Il Giornale ha un cosiddetto vaticanista ? Perché se c’è non si vede ….

  72. Rino.Cammilleri January 14th, 2010 8:35 am

    Non è da vaticanisti, riguarda tutti.

  73. Bruno Monferra January 15th, 2010 12:31 pm

    Caro dott. Cammilleri, come suo fedele e assiduo lettore (libri e Il Giornale) soffro quando trovo nei suoi testi qualche neo. L’ultimo che ho notato è l’affermazione che “sunna” sia il termine arabo per indicare la comunità dei credenti islamici, mentre la parola corretta è “umma” (articolo “In 5 miliardi sono perseguitati per la loro fede” – Il Giornale 13 gennaio), D’accordo: il lapsus e il refuso sono sempre lì in agguato. Il danno però non cambia. Esagero se le chiedo maggiore attenzione a ciò che le viene pubblicato? – supposto sempre che abbia lei l’ultimo controllo prima della stampa (in caso contrario dovrebbe esigere maggiore cura al mitico “proto”!). Non me ne voglia; per un lettore affezionato si tratta di un aspetto importante, per non parlare delle occasioni di critica che si offrono ai nostri avversari.

  74. Rino.Cammilleri January 16th, 2010 9:23 am

    E’ chiaro che si tratta di un lapsus da fretta (gli articoli vengono concordati, anche le righe, spesso pochissimo prima). Ma mi sfugge il “danno”… Se a uno interessa la mia effettiva competenza sull’islam non ha che da leggersi la mia opera omnia, soprattutto l’ultimo libro.

  75. Peppe Brignone February 19th, 2010 4:03 pm

    Se il mio nome ti dice qualcosa … se nella tua memoria c’è ancora traccia di qualche vecchio amico…se possiedi ancora quella strana chitarra che ti ho regalato…allora inviami un email per scambiarci i numeri di telefono.
    Giuseppe Brignone

  76. Ignazio Carabellese February 20th, 2010 9:32 am

    Gentile Dott.Cammilleri,
    sono grato al Signore per la vivace e profonda attenzione che lei impiega per aiutarci a guardare oltre l’apparenza e le distorsioni che l’avversario insinua subdolamente nelle nostre menti e da anni leggo e diffondo la sua opera.
    Poichè mi sentirei onoratissimo di essere da Lei cooptato nel club degli Apoti (quelli che non la bevono), propongo alla sua attenzione, per sostenere la mia candidatura, un comunicato pervenutomi tramite l’autorevole posta elettronica del Rettore del Politecnico presso il quale lavoro come docente, che raccomanda l’adesione ad un Comitato che sostiene il Nobel per la pace a tutte le donne d’africa:
    di seguito incollo il testo di presentazione allegato ci in pdf, nonchè il link al piede di pagina del volantino.
    A Lei il commento.

    Il sito dei promotori è: http://www.noppaw.org

    LA PROPOSTA
    “Lanciare una campagna internazionale per l’attribuzione del premio Nobel per la Pace nel 2011 alle donne africane nel loro insieme”. Non una campagna per l’attribuzione del Nobel a una singola persona o a un’associazione, ma una sorta di Nobel collettivo. Si tratta, lo capiamo, di una proposta atipica, ma questa proposta che vogliamo perseguire, conoscendone le difficoltà, ci serve per lanciare una campagna internazionale tendente a far conoscere il protagonismo delle donne africane e per privilegiare nei rapporti di cooperazione proprio le donne e le loro organizzazioni.

    APPELLO NOPPAW
    L’Africa cammina con i piedi delle donne. Abituate da sempre a fare i conti con la quotidianità della vita e con la sfida della sopravvivenza, ogni giorno centinaia di migliaia di donne africane percorrono le strade del continente alla ricerca di una pace durevole e di una vita dignitosa. Gran parte di loro fanno fino a 10-20 chilometri per portare l’acqua alla famiglia. Poi vanno, sempre a piedi, al mercato, dove, per tutta la giornata vendono quel po’ che hanno, per portare la sera a casa il necessario per nutrire i propri figli. Riproducendo così ogni giorno il miracolo della sopravvivenza. Pullulano di donne i mercati delle città africane. In un arcobaleno di colori, dove insieme con i beni di scambio, si incontra la gioia di vivere e il calore della convivialità. Spesso sulle loro spalle i figli che ancora non camminano. Oppure attorno ad esse la corsa e il rumore dei bambini, la cui cura è completamente affidata a loro. A volte, anche se non sono loro figli. Perché nell’Africa delle guerre e delle malattie, le donne sanno accogliere, nella propria famiglia, i piccoli rimasti orfani.
    Sono in maggioranza le donne a lavorare i campi in una terra che quasi mai appartiene a loro, solo perché donne. Ad esse che controllano il 70% della produzione agricola, che producono l”80% dei beni di consumo e assicurano il 90% della loro commercializzazione, è quasi sempre impedito di possedere un pezzo di terra.
    Sono decine di migliaia le piccole imprese che le donne africane hanno organizzato attraverso il microcredito, in tutti i settori dell’economia: dall’agricoltura, al commercio, alla piccola industria. Sono migliaia, forse decine di migliaia, le organizzazioni di donne impegnate nella politica, nelle problematiche sociali, nella salute, nella costruzione della pace. E sono le donne quelle che con più coerenza, assicurano, nell’Africa troppo spesso segnata dal malgoverno e dalla corruzione, la speranza del cambiamento e della democrazia.
    Sono le donne africane che, in condizioni quasi impossibili a causa del maschilismo, della poligamia, del disinteresse o dell’assenza degli uomini, continuano a difendere e a nutrire la vita dei loro figli; a lottare contro le mutilazioni genitali, a curare i più deboli e indifesi.
    Sono le donne africane che, di fronte alle prevaricazioni del potere, sanno alzarsi in piedi per difendere i diritti calpestati.
    Dentro al dramma della guerra soffrono le pene dei padri, dei fratelli, dei mariti e dei figli votati al massacro. Si vedono strappare bambine e bambini costretti a fare i soldati e ad ammazzare. Per loro poi, per i loro corpi e le loro persone, se vengono risparmiate dalla morte, spesso è pronta la peggiore delle violenze, che salva forse la vita, ma colpisce per sempre l’anima.
    Le donne sono la spina dorsale che sorregge l’Africa. In tutti i settori della vita: dalla cura della casa e dell’infanzia, all’economia, alla politica, all’arte, alla cultura, all’impegno ambientale.
    Per questo, in Africa, non è pensabile alcun futuro umano, senza la loro partecipazione attiva e responsabile. Senza l’oggi delle donne non ci sarebbe nessun domani per l’Africa.
    Certo è indiscutibile il progresso che le donne africane hanno compiuto nella vita politica, economica e culturale a tutti i livelli. Ma ciò non rappresenta che una goccia nell’oceano nella valorizzazione delle loro capacità e del loro impegno.
    Per questo vogliamo lanciare una campagna internazionale. Perché sia formalmente e ufficialmente riconosciuto questo loro ruolo, troppo spesso dimenticato. In questo nostro mondo, segnato da una crisi che non è solo economica, ma anche umana, le donne africane, con il loro umile protagonismo, possono indicare un percorso nuovo per ricostruire su basi più giuste e più umane la convivenza. Possono divenire un investimento per il presente e il futuro non solo dell’Africa ma del mondo intero.
    Sia la comunità internazionale a trovare le giuste forme, anche attraverso l’attribuzione alla Donna Africana del Premio Nobel per la pace nell’anno 2011, per far conoscere, valorizzare e proporre come esempio il suo impegno tanto importante per la crescita umana dell’Africa e del mondo.
    CHI SIAMO
    Il CIPSI è un coordinamento nazionale – nato nel 1982 – che associa attualmente 42 organizzazioni non governative e associazioni che operano nel settore della solidarietà e della cooperazione internazionale. Il CIPSI è uno strumento di coordinamento politico, culturale e progettuale che promuove una nuova cultura della solidarietà attraverso la realizzazione di campagne nazionali di sensibilizzazione e responsabilizzazione dell’opinione pubblica sul piano dei comportamenti solidali, iniziative di solidarietà basate su un approccio di “partenariato” fondato su relazioni dirette fra gruppi della società civile nel mondo, e corsi di formazione per operatori impegnati nella cooperazione e solidarietà internazionale.
    Tramite azioni a valenza culturale, il CIPSI si è impegnato a concentrare le azioni di persone, gruppi e organizzazioni su temi e obiettivi ben delimitati. Da qui la scelta di impegnarsi su grandi campagne nazionali e internazionali, per mobilitare e sviluppare una rete di grande partecipazione attiva sulle tematiche legate all’attualità e al futuro dell’Africa: la Campagna “Chiama l’Africa”: per un patto di solidarietà con il popolo africano volta a richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sul continente africano nel suo insieme; la Campagna “La mia casa è il mondo: cooperazione, migrazione, diritti umani, per uno sviluppo umano” ideata per diffondere una maggiore sensibilità verso la cooperazione, con particolare riferimento ai temi dell’accoglienza e della difesa dei diritti umani; la Campagna “AFRICA: Debito, Globalizzazione, Percorsi di Riconciliazione” che si è proposta di continuare a stimolare la mobilitazione dei singoli cittadini nei confronti del continente africano, rilanciando specifiche proposte sul tema del debito e sostegno ad iniziative di cooperazione decentrata; la Campagna “Lotta alla povertà e difesa dei diritti: rafforzamento delle relazioni di partenariato fra cittadini del Nord e del Sud del mondo”, finalizzata a creare nell’opinione pubblica italiana le premesse per stimolare un maggiore coinvolgimento di componenti della società civile rispetto alla necessità di un maggior impegno nella “lotta contro la povertà”, che costituisce un punto prioritario della politica di cooperazione e di sviluppo, da parte dell’Italia; ed infine la creazione della rivista “Solidarietà Internazionale” strumento di approfondimento e di dibattito sulla nuova identità della cooperazione internazionale.
    Il lavorare insieme, in coordinamento, per far vincere la solidarietà in Italia e nel mondo costituisce l’obiettivo del CIPSI. È una sfida nell’interesse dei popoli impoveriti del Sud del mondo.
    CHIAMA L’AFRICA è nata nel 1997 come campagna di sensibilizzazione nell’ambito delle attività di “Educazione allo Sviluppo” promosse dal Cipsi. La Campagna ha richiamato in questi anni l’attenzione dell’opinione pubblica sul continente africano nel suo insieme, facendosi carico di far emergere i valori di cui il continente è naturale portatore, ed ha avuto un tale successo e continuità che è stata formalmente costituita come associazione Chiama l’Africa, nel 1999. L’obiettivo principale di Chiama l’Africa è quello di esercitare un’azione di pressione sui governi, le istituzioni nazionali ed internazionali affinché si prendano iniziative concrete per la pace e lo sviluppo del continente. Le principali attività organizzate in Italia riguardano l’organizzazione di incontri e convegni su differenti tematiche legate all’Africa, la realizzazione di campagne di sensibilizzazione, la promozione di nuove proposte di leggi nazionali, l’organizzazione di campi di lavoro in cui si svolgono attività di formazione e sensibilizzazione volte a riflettere, condividere e conoscere l’Africa e la società in cui viviamo, i viaggi di conoscenza nei paesi africani. Chiama l’Africa promuove una nuova politica della solidarietà che vada oltre gli aiuti e l’assistenza tecnica e che riconosca a ciascun popolo il diritto di scegliere la propria via allo sviluppo.
    È importante costruire in Italia e in Europa un approccio che sappia superare l’aspetto caritatevole e assistenziale e che possa restituire finalmente all’Africa il posto che le spetta nel panorama mondiale e nella storia dell’umanità.
    Chiama l’Africa ha realizzato numerose iniziative in Italia: l’evento “Arriva l’Africa” ha inviato 3 camion in giro per l’Italia per diffondere una mostra itinerante in 48 città italiane. Le soste dei camion prevedevano dei momenti dedicati a dibattiti, convegni e manifestazioni culturali; la mostra itinerante “Riconciliarsi con l’Africa, riconciliarsi in Africa – Le settimane territoriali”, accompagnata da manifestazioni culturali e musicali, ha continuato il lavoro di formazione e di sensibilizzazione su tematiche che interessano il continente africano, intraprendendo nuovi viaggi attraverso i comuni italiani; la realizzazione di campi di lavoro per coniugare lavoro volontario e momenti di studio, in uno spirito di condivisione solidale; la programmazione dei “Martedì dell’Africa” per parlare di Africa con giornalisti, operatori della solidarietà, testimoni e studiosi attraverso un dibattito che coinvolgeva immigrati, associazioni, istituzioni e cittadini; i viaggi di turismo responsabile; la mostra itinerante “Africa: società civile, cambiamento” per informare sulle diverse modalità di organizzazione della società civile africana.

    LA MOTIVAZIONE
    La proposta nasce a partire dalla constatazione del ruolo crescente che le donne africane hanno acquisito nella vita quotidiana dell’Africa. Le donne sono protagoniste e trainanti sia nei settori della vita quotidiana che nell’attività politica e sociale. Sono le donne in Africa che reggono l’economia familiare nello svolgimento di quell’attività, soprattutto di economia informale, che permette ogni giorno, anche in situazioni di emergenza, il riprodursi del miracolo della sopravvivenza. Le donne da decenni sono protagoniste nella microfinanza: dalle storiche tontine dell’Africa occidentale, fino alle forme più elaborate di microcredito in tutte le parti dell’Africa. Microcredito che ha permesso la nascita di migliaia di piccole imprese. Le donne africane sono capaci nell’organizzazione della gestione dell’economia: esistono in Africa migliaia di cooperative che mettono insieme donne impegnate nell’agricoltura, nel commercio, nella formazione, nella lavorazione di prodotti agricoli. Le donne africane stanno svolgendo un ruolo sempre crescente nella definizione e nella ricerca di forme autoctone di sviluppo economico e sociale, attraverso l’organizzazione capillare delle attività economiche e sociali nei villaggi. Le donne in Africa stanno svolgendo un ruolo sempre crescente nella difesa della salute, soprattutto contro il morbo dell’HIV e della malaria. Sono loro che svolgono spesso formazione sanitaria nei villaggi. Sono i gruppi organizzati di donne che si stanno impegnando contro pratiche tradizionali dell’infibulazione e della mutilazione genitale. Sono le donne africane, infine, che riescono a organizzarsi per lottare per la pace e a mantenere la vita anche nelle situazioni più tragiche, in un impegno politico spesso capillare e non riconosciuto. Molto spesso con il rischio di subire violenza e sopraffazione. L’Africa oggi può sperare nel proprio futuro soprattutto a partire dalle donne comuni, quelle che vivono nei villaggi o nelle grandi città, in situazioni spesso di emergenza, e di cui le donne che sono emerse, sia nella politica, sia nella cultura, sia nell’attività imprenditoriale, non sono che un’espressione visibile
    MODALITÀ
     Lancio di un manifesto- appello firmato da personalità che hanno un ruolo internazionale riconosciuto.
     Creazione di un comitato nazionale e internazionale in Africa e negli altri continenti;
     Lancio capillare della campagna attraverso iniziative diffuse sul territorio per raccogliere firme all’appello: convegni, iniziative di movimento, incontri organizzati con donne africane, proposte di viaggi in Africa per incontrare realtà di donne organizzate, e altre ancora.
     Diffusione del sito web multilingue http://www.noppaw.org, luogo ufficiale per conoscere le attività della campagna, per presentare storie di donne organizzate in Africa e per consultare le pubblicazioni e i dossier sulle tematiche di gender.

  77. Rino.Cammilleri February 20th, 2010 12:16 pm

    Il Nobel lo darei a quell’economista keniota -donna- che ha detto che è l’ora di smetterla di aiutare l’Africa…

  78. Dario Ciccarelli February 25th, 2010 2:29 am

    In questo articolo tratto dell’anomalia UE:

    http://stampa.ismea.it/Viewer.aspx?Date=Today&ID=200801298767345

  79. aldo fiorini March 3rd, 2010 3:32 am

    Volevo segnalarle questo interessante sito web sulle possessioni e sugli esorcismi… una realtà che mi pare sia troppo messa da parte dai vertici della Chiesa Cattolica… Volevo chiederle che ne pensa.
    Grazie.

    http://esorcismi.altervista.org

  80. Rino.Cammilleri March 3rd, 2010 4:36 am

    Il sito mi sembra ortodosso. Tuttavia, coi diavoli è bene non fissarsi troppo…

  81. Antonino Candiloro April 6th, 2010 10:32 am

    Da cattolico praticante, mi pongo un quesito: come mai la Chiesa ammette ai Sacramenti gli omosessuali dichiarati e impedisce lo stesso ad una persona “separata” (magari per colpa del coniuge)?
    Gradirei un Suo parere, sia per la stima che ripongo in Lei, sia perchè la questione riguarda una parente a me vicina, profondamente colpita da questo “vade retro” ecclesiastico.
    Grazie.
    P.S. Mi scuso, ma non ho trovato altro modo per contattarLa

  82. Michele Turrisi May 17th, 2010 1:40 am

    Salve, gentile Cammilleri!

    Mi sia concesso di condividere con Lei questa riflessione pubblicata su

    http://www.aifr.it/pagine/notizie/050.html

    Cordialmente MT

  83. Rino.Cammilleri May 17th, 2010 4:35 am

    Grazie.

  84. giuseppe corsi May 27th, 2010 10:50 am

    150 ANNI DI TRUFFE E DI RAPINE

    dest. dott. Cammilleri Rino
    c.a. dott. Krancic Alfio

    Egr. Dott. Cammilleri,
    Le volevo proporre il ricordo del pisano Narciso Pelosini (1823-96). la sua opera, composta nel 1871, si intitola “Maestro Domenico” (Sellerio, 1982). in una giornata del 1850 circa, il Sig. Domenico compie un’escursione campestre e , dopo una frugale merenda, si appisola sotto una quercia. al risveglio, si alza con la barba lunga e i vestiti lisi. rientrato in paese, scopre di trovarsi nel 1869.quali cambiamenti!!! i gendarmi e i giudici parlano piemontese e siciliano; il costo della vita è aumentato in modo più che proporzionale (si fa riferimento, per es., al costo dei sigari); la classe dirigente è uguale a quella descritta ne Il Gattopardo, per le volgarità e l’esibizionismo da nuovi ricchi.
    vi sono riferimenti anche alle spoliazioni ecclesiastiche e ad appartenenze lobbistiche (chiamamole così) di un certo tipo. la vita politica, inoltre, è in mano a personaggi “più sudici di un bastone da pollaio” (ovvero il trespolo delle galline). alla fine, disgustato, il nostro eroe torna a dormire sotto la quercia, in attesa di tempi migliori. unico difetto: il Pelosini viene nominato senatore del Regno nel 1890. Ahimè, nessuno è perfetto. Resta, però, questo gioiellino, gustoso anche nella lingua ( simile a quella di Collodi).
    Vengo ora al punto che mi premeva: poichè Lei ha firmato la sceneggiatura del fumetto de Gli Sconfitti, non può studiare una cosa analoga in questo caso?
    per le matite vedrei bene Alfio Krancic.

    note personali per il dott. Krancic: Mi perdoni il disturbo, ma secondo me è una buona idea per avvicinare gli adolescenti.

    saluti sinceri
    giuseppe.corsi.fi@gmail.com

    giuseppe.corsi.fi@gmail.com

  85. Rino.Cammilleri May 27th, 2010 11:16 am

    Ne parlerò con la ReNoir. Ma il libro si trova ancora?

  86. giuseppe corsi May 28th, 2010 4:19 am

    penso di sì. se vi siano problemi provi a contattare controrivoluzione di P Cipriani. in caso negativo, io lo possiedo.

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