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CINA

Per investire in Africa, «l’Ue come pre-condizioni chiede una buona governance, un sistema fiscale efficiente e la lotta al crimine e alla corruzione. I cinesi no. Per questo i governi locali scelgono loro: costa molto di meno» (Roderich Kiesewetter, responsabile degli Esteri della Cdu tedesca, in Formiche.net 3.9.20)

CINA

«Cullate dalla mal riposta convinzione che in Cina stesse prendendo vita una democrazia doc, le élites americane “hanno permesso a Pechino di barare nella competizione economica con gli Stati Uniti”. “La Cina ha tenuto chiusi i suoi mercati, ha dato sussidi di Stato alle aziende cinesi, e rubato proprietà intellettuale”. Il risultato? “Milioni di posti di lavoro americani sono andati in fumo; la Cina è diventata ancora più ostile e comunista; e, oltre al danno la beffa, gli Stati Uniti ora devono arrancare a produrre medicine ed equipaggiamento di protezione che prima si procuravano dalla Cina, per combattere un virus che la censura di Pechino ha riversato nel mondo”». Russell Mead su Wall Street Journal (in Formiche.net, 24.4.20).

CINA

L’Asia è “il continente in cui vivono l’80-82% dei non cristiani di tutto il mondo”, scrive padre Gheddo su Zenit del 9 giugno 2012. “Quando il 1° ottobre 1949 Mao Tze Tung divenne il capo indiscusso del continente Cina, i cattolici cinesi battezzati erano esattamente 3 milioni e 750mila. Poi ci sono stati 37 anni di persecuzione violenta e specialmente nel periodo della “Rivoluzione culturale” (1966-1976) in Cina non esisteva più nessuna chiesa aperta, nessun vescovo o prete in libertà, nessuna casa religiosa. Ebbene, dopo la morte di Mao (9 settembre 1976), la Cina è stata ancora rivoluzionata. Pur rimanendo il regime comunista al potere, i nuovi governanti hanno dato ai cinesi la libertà economica, mantenendo però il ferreo controllo del partito su ogni opposizione e religione (…). Oggi però si calcola che in Cina i cristiani sono circa 40-50 milioni, i cattolici da 12 a 15 milioni, un autentico miracolo dello Spirito Santo”.

Tommaso

Sul numero di dicembre di «Studi cattolici», Pietro Soriani dà conto di un libro appena uscito in Francia: Thomas fonde l’Eglise en Chine, di P. Terrier e X. Walter (Editions du Jubilée). In succo: certi bassorilievi scoperti in Cina, a Kong Wang, rappresenterebbero l’apostolo Tommaso e la Madonna col Bambino. Perciò, le cose sarebbero andate così: assunta in cielo la Vergine nel 51, Tommaso va nell’India meridionale e nel 64 si trova a Meilapouram, nel Tamil Nadu. Si tratta di un porto commerciale aperto alla Cina. In contemporanea, a Luoyang, l’imperatore cinese Mingdi sogna un uomo altissimo, biondo, con la pelle dorata e la testa circonfusa di luce (così risulta dagli «Annali degli Han posteriori»). Forse manda inviati a cercare la spiegazione del sogno e questi incontrano Tommaso, il quale nel 65 va in Cina accompagnato da un interprete, Shofarlan. L’apostolo trova appoggio nel fratello dell’imperatore, Ying. Dalla Cina passa in  Giappone e poi a Ceylon. Da qui torna in India per esservi martirizzato verso il 70 o il 72. Il suo corpo viene sepolto in una chiesa di Madras, poi portato a Edessa. Se tutto ciò è vero, allora l’evangelizzazione della Cina è coeva a quella di Roma; dunque, il cristianesimo non sarebbe un «culto straniero», cosa che in passato giustificò sul piano legale le persecuzioni. Staremo a vedere.