cinesi

CINESI

Stefano Magni su La Nuova Bussola Quotidiana del 6.9.17 parla dei « cinesi che si convertono al cristianesimo e fuggono in Italia in cerca di libertà di religione. Si convertono a una miriade di confessioni diverse, almeno 14, fra cui molti culti e sette cristiane mai riconosciuti o apertamente perseguitati dal regime cinese». Ma «solo 5 su cento ottengono lo status di rifugiato, gli altri sono respinti». E «nel 95% dei loro casi non viene presa in considerazione neanche la protezione sussidiaria» Per via di «dichiarazioni incomplete o contraddittorie, la scarsa conoscenza dei culti che si afferma di praticare», nonché «l’utilizzo di una traduzione “stringata e che a tratti appare approssimativa e superficiale”, in cui alcune dichiarazioni dei richiedenti vengono travisate, riportate in maniera incompleta e talvolta neanche registrate”». Accoglienza italiana: africani, ponti; cinesi, muri.

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CINESI

Padre Gheddo nel suo blog il 21 aprile ha raccontato delle incursioni di Boko Haram nel Camerun: dalla Nigeria «entrano facilmente e reclutano giovani musulmani disoccupati, mandando 250 dollari al mese alle loro famiglie (insegnanti e infermiere guadagnano circa 70-80 dollari); se poi questi giovani vogliono ritirarsi, tagliano la gola a loro e ai loro famigliari in Camerun». Il missionario indiano Xavier Ambati, ex luterano, narra: «Nel 2013 sono venuti i cinesi e costruivano la strada per il governo camerunese, da nord a sud, lunga più di 1.000 chilometri (…). I cinesi vivevano in case prefabbricate portate dalla Cina, le montano e poi le smontano e se le portano via». Ma nel 2014 «sono spuntati all’improvviso circa 300 uomini di Boko Aram, armati e tutti incappucciati. Hanno circondato il campo cinese e hanno portato via una dozzina di capi, direttori e tecnici, ma non i lavoratori cinesi che sono carcerati, liberati in Cina per lavorare in luoghi pericolosi. (…) Ho sentito dire che in Cina fanno questa proposta ai carcerati, se vanno a lavorare all’estero per la Cina non so quanti anni, poi sono liberi».

Tommaso

Sul numero di dicembre di «Studi cattolici», Pietro Soriani dà conto di un libro appena uscito in Francia: Thomas fonde l’Eglise en Chine, di P. Terrier e X. Walter (Editions du Jubilée). In succo: certi bassorilievi scoperti in Cina, a Kong Wang, rappresenterebbero l’apostolo Tommaso e la Madonna col Bambino. Perciò, le cose sarebbero andate così: assunta in cielo la Vergine nel 51, Tommaso va nell’India meridionale e nel 64 si trova a Meilapouram, nel Tamil Nadu. Si tratta di un porto commerciale aperto alla Cina. In contemporanea, a Luoyang, l’imperatore cinese Mingdi sogna un uomo altissimo, biondo, con la pelle dorata e la testa circonfusa di luce (così risulta dagli «Annali degli Han posteriori»). Forse manda inviati a cercare la spiegazione del sogno e questi incontrano Tommaso, il quale nel 65 va in Cina accompagnato da un interprete, Shofarlan. L’apostolo trova appoggio nel fratello dell’imperatore, Ying. Dalla Cina passa in  Giappone e poi a Ceylon. Da qui torna in India per esservi martirizzato verso il 70 o il 72. Il suo corpo viene sepolto in una chiesa di Madras, poi portato a Edessa. Se tutto ciò è vero, allora l’evangelizzazione della Cina è coeva a quella di Roma; dunque, il cristianesimo non sarebbe un «culto straniero», cosa che in passato giustificò sul piano legale le persecuzioni. Staremo a vedere.