Sul numero di dicembre di «Studi cattolici», Pietro Soriani dà conto di un libro appena uscito in Francia: Thomas fonde l’Eglise en Chine, di P. Terrier e X. Walter (Editions du Jubilée). In succo: certi bassorilievi scoperti in Cina, a Kong Wang, rappresenterebbero l’apostolo Tommaso e la Madonna col Bambino. Perciò, le cose sarebbero andate così: assunta in cielo la Vergine nel 51, Tommaso va nell’India meridionale e nel 64 si trova a Meilapouram, nel Tamil Nadu. Si tratta di un porto commerciale aperto alla Cina. In contemporanea, a Luoyang, l’imperatore cinese Mingdi sogna un uomo altissimo, biondo, con la pelle dorata e la testa circonfusa di luce (così risulta dagli «Annali degli Han posteriori»). Forse manda inviati a cercare la spiegazione del sogno e questi incontrano Tommaso, il quale nel 65 va in Cina accompagnato da un interprete, Shofarlan. L’apostolo trova appoggio nel fratello dell’imperatore, Ying. Dalla Cina passa in  Giappone e poi a Ceylon. Da qui torna in India per esservi martirizzato verso il 70 o il 72. Il suo corpo viene sepolto in una chiesa di Madras, poi portato a Edessa. Se tutto ciò è vero, allora l’evangelizzazione della Cina è coeva a quella di Roma; dunque, il cristianesimo non sarebbe un «culto straniero», cosa che in passato giustificò sul piano legale le persecuzioni. Staremo a vedere.