India

INDIA

Premesso che, proporzionalmente, l’India ha meno vittime per covid dell’Italia, il Kerala, stato dove la presenza cristiana è più alta, «in fatto di numero di morti è agli ultimi posti dell’India». Non per miracolo ma perché gli operatori si sono meglio organizzati e per tempo. «Però questi dati non fanno notizia. Si preferisce trasmettere le immagini delle numerose pire che bruciano i cadaveri. Qualche giornalista particolarmente ignorante ritiene che siano accese “perché ormai non sanno più dove seppellire i cadaveri”, ma le pire sono un’usanza religiosa induista» (S. Magni, Lnbq, 6.5.21).

«Chi vuole può sostenere gli Antidoti cliccando sul bottone PayPal a destra nel sito o utilizzando questo link: www.paypal.me/rinocammilleri»

Grazie a Salvatore Cabras.

India

Dalla prefazione di p. Bernardo Cervellera al libretto “CRISTIANI IN INDIA, PERSEGUITATI PER LA GIUSTIZIA”, curato dalle redazioni di AsiaNews.it e Mondo e Missione (chiedere alla libreria@pimemilano.com) tel. 02-438221. «Al di là di qualche sparuta voce, infatti, nessun governo ha osato dire qualcosa sui massacri dell’Orissa, domandandone la fine. Molti Stati che hanno con l’India una partnership economica, non si accorgono che proprio i cristiani indiani sono fra le forze più decisive per lo sviluppo: difenderli garantisce un futuro ai rapporti economici internazionali. Stupisce poi che molte associazioni – così pronte a difendere gruppi, minoranze, animali in estinzione – o agguerriti pacifisti, abbiano preferito tacere e anzi sospettare che dietro alle accuse di proselitismo fatte dai radicali indù ci sia una qualche verità. Come hanno giustamente additato alcune personalità vaticane, vi è in Europa e nel mondo una specie di “cristianofobia” che cerca di scrollarsi di dosso, anche con la menzogna, l’eredità cristiana. Per questo, le notizie di persecuzione dei fedeli in Orissa, come in Cina o in Medio Oriente, non interessano, anzi sono magari giustificate».