INNO

L’inno di Mameli, a giudizio unanime, fa pena. Per giunta non era di Mameli ma di un prete barnabita. Musicato da tal Novaro, nel Paese dei più grandi musicisti di ogni tempo. Ora, poiché Pavarotti e ora Bocelli sono condannati a cantare “vincerò!” ogni volta, perché non adottare questo come inno? Ps. Conobbi Bocelli da giovane in un locale toscano dove lui suonava il pianoforte e io la chitarra. Ma non può certo ricordarsene, dato che, per forza di cose, mai mi vide…

OLIMPICS

Apprendo che la torcia olimpica non risale agli achei ma alle Olimpiadi di Berlino del 1936. Quelle in cui vinse Owens (ma anche Ondina Valla, dell’Italia “patriarcale”). Non è vero che Hitler non volle stringere la mano al negro Owens, come quest’ultimo testimoniò inutilmente. Anzi, a rifiutarsi di farlo fu Roosevelt. Il tedesco da lui battuto, Luz Long, divenne il suo migliore amico, ma poi morì in guerra. Mentre Owens in guerra non andò mai…

RANA

L’esempio di Giovanni Rana ha indotto diversi altri imprenditori a metterci a faccia (la loro) negli spot. Ma, non avendo la simpatica fotogenicità del Rana, i pubblicitari devono aver loro suggerito di desistere. Vedo che, invece, insiste un distinto signore accanto a una sempre spumeggiante Antonella Clerici la cui presenza scenica è collaudata…

CASSEURS

Quando si annuncia una guerriglia urbana, i governanti sanno bene che ci verranno anche i casseurs di tutta Europa. La domanda è: perché li fanno entrare in Italia? Scegliete la risposta: o sono proprio stupidi o lo fanno apposta per motivi elettorali (non ne vedo altri). E pazienza se quelli, da buoni vigliacchi quali sono sempre stati (amano il “collettivo”), danno addosso in branco a un poliziotto isolato e già a terra.