LEGA

In diversi dicono che Salvini sta distruggendo la Lega. Bah. Ha cercato di farne un partito nazionale anziché solo padano. E’ vero, i tradizionali cavalli di battaglia leghisti li cavalcano anche Giorgia e Vannacci. Ma donde questa necessità di distinguersi? Per salvare il partito (cioè le cariche in esso)? O chi ragiona così se ne frega di quel che interessa agli italiani? E come farebbero a distinguersi? Assumendo posizioni un po’ di sinistra? E allora come si distinguerebbero da Forza Italia? Una destra compatta che non pensi solo alle quote e alle pensioni parlamentari si potrà mai avere?

SCIURE

Come sapete, l’altra mia sperticata simpatia va ai cinofili. Ricordo quando Albertini, sindaco milanese, dopo l’ennesima vittima sbranata impose la museruola. Ma, per non perdere voti, si rimangiò la misura quando una folla di “sciure”, museruola in faccia, assediò il Comune protestando. Qualche tempo prima c’era stata una marcia a favore degli immigrati. In prima fila, a reggere lo striscione, Carla Fracci di bianco vestita. Eh, le “sciure”…

CENTAURI

Stamattina, preceduti da rombo spaccatimpani, due centauri hanno dato una mega-sgassata proprio mentre mi scansavo di striscio. Ratti (absit iniuria verbis) come missili hanno riempito l’aere di insopportabile frastuono prima di dileguarsi sul rettilineo. Poverini: se sapessero da quanti “vaffa” sono inseguiti si metterebbero a piangere. Centauri, sì, ma quella equina è la parte superiore…

ETEROGENESI

Eterogenesi dei fini, v.p.e. Modugno. Sua la canzone-inno dei radicali (di cui aveva la tessera) per il divorzio. Poi, quando le sue, di canzoni, non se le filò più nessuno, prese a cantare quelle altrui. Come “Piange il telefono” di Claude François, che parla di un padre separato che si suicida perché l’ex moglie non gli fa vedere la figlia.

grazie a: nicola manetti

RITUALI

“E questa, se non vi dispiace, è la differenza tra il nostro povero cristianesimo e le altre religioni, massime l’islam: nessun Dio è venuto ad imporci rituali con minacce di una violenza perenne, senza remissione, Cristo è venuto a liberarci dall’ “uomo per il sabato”, dalle convenzioni, dalle ipocrisie, dai fanatismi senza amore, dall’odio in nome di Dio. Ad insegnarci a prendere addosso a noi una croce fatta, quella sì, di scelta, di coraggio. Di libertà” (M. Del Papa, 9.8.26).